La Festa della Ciliegia presentata a Napoli

Bilancio sicuramente positivo quello emerso dalla conferenza stampa di presentazione della Festa della Ciliegia (in programma l’11 e 12 giugno, a Campoli Monte Taburno). Il convegno si è svolto nella mattinata di sabato scorso, presso la Mooks Mondadori di Napoli.

Hanno preso parte al dibattito Mario Pedicini, Giuseppe Caporaso (rispettivamente presidente e vice presidente della Pro Loco Monte Taburno), Tommaso Nicola Grasso, sindaco di Campoli Monte Taburno, e Mimmo Pontillo, segretario regionale di Slow Food Campania.

Dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, tenuti dal presidente Pedicini, il quale ha poi illustrato il programma e l’offerta della Festa, il discorso ha avuto come fulcro la valorizzazione del frutto in questione.

Successivamente, la parola è passata a Giuseppe Caporaso, il quale ha aperto con un passaggio storico sulle radici della Festa, che affondano nei primi anni ’70. Questi si è soffermato sui progetti in essere, atti a valorizzare la ciliegia locale. Progetti resi possibili grazie alla collaborazioni con vari enti, tra i quali la Cia, Coldiretti, Gal Taburno, Slow Food e Crea. Proprio con quest’ultima, Caporaso ha esposto il progetto condiviso della “Carta della Ciliegia”; un documento che contiene tutte le informazioni relative alle varietà e al metodo di coltivazione della ciliegia nel territorio campolese.

Una concreta possibilità, dunque, per vedere il prodotto qualificato con la certificazione di denominazione d’origine. Nella medesima direzione, l’intervento del primo cittadino campolese, Tommaso Nicola Grasso, intenzionato a veder riconoscere la denominazione De.Co anche al frutto locale. Del resto, il sindaco ha sottolineato la particolare predisposizione del territorio alla coltivazione della ciliegia.

Parole che hanno trovato conferma in Mimmo Pontillo e, in tal senso, proficua e preziosa si è rivelata la collaborazione con Slow Food. Il segretario regionale, non a caso, ha avuto parole di elogio per l’idea proposta della Pro Loco, condividendo la necessità di creare una filiera corta, tesa a sviluppare la ciliegia campolese, tenendo ben presenti i tre principi che muovono l’attività dell’associazione basati su un cibo “buono, pulito e giusto”. I ciliegeti del Taburno sono, inoltre, un elemento importante per la tutela del paesaggio e della natura di questo territorio e pertanto vanno protetti e valorizzati.

Le idee e le possibilità per realizzare questo progetto non mancano, tanto che Pontillo ha portato esempi concreti di Comunità del Cibo già presenti nel Sannio, come quella dei “Produttori di antiche varietà di grano delle colline beneventane”, che ha generato una micro filiera molto apprezzata dai consumatori.

La collaborazione con Slow Food non finisce qui, in quanto il comune campolese ha dato la sua disponibilità ad aderire agli Stati Generali delle Comunità dell’Appenino, un altro progetto molto importante per la rinascita delle zone interne appenniniche.

Un dibattito, dunque, molto proficuo e ricco di spunti interessanti. La speranza, allora, è che la Festa della Ciliegia, concepita non solo in termini enogastronomici, ma anche come un laboratorio di idee e progetti, possa diventare un volano di crescita sia per il territorio che per l’economia locale. Un’economia indissolubilmente legate alle ricchezza insite nell’agricoltura.

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